Descrizione
La nobile figura del bersagliere Quinto Ascione (1919-1942) è stata rievocata il 13 giugno a Cervia, sua città natale, nella ricorrenza del centosettesimo anniversario della nascita.
La cerimonia è stata promossa dal Comune di Cervia, dalla Associazione Nazionale Bersaglieri della Provincia di Ravenna, dall’Azione Cattolica della Arcidiocesi di Ravenna-Cervia.
E’ stata deposta una corona sulla lapide che lo ricorda in Largo Ascione in viale Roma Scuola Pascoli e una corona sulla sua tomba al cimitero di Cervia.
In rappresentanza del Comune di Cervia era presente il Vicesindaco Gianni Grandu.
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Quinto Ascione, al momento dell’arruolamento sotto le armi, era studente universitario e presidente della Azione Cattolica della sua città. Si arruolò nel VI RGT Bersaglieri diretto in Russia. Il 13/8/1942 sulle rive del Don, il bersagliere Quinto Ascione si rese autore di un atto eroico, salvando il capitano Aurelio Barnabè, comandante della 5’ Compagnia del 6’ Reggimento Bersaglieri, rimasto gravemente ferito all’emitorace sinistro da un proiettile di parabellum sparato da pochi metri. Quinto Ascione raggiunse il capitano Barnabè e gli si rivolse in dialetto romagnolo: “ sgnor capitè, al port in selv me” ( signor capitano, la porto in salvo io). Lo caricò sulle spalle e lo trasportò al posto di medicazione. Quinto Ascione, per questa azione fu decorato di medaglia di bronzo al valor militare. Pochi giorno dopo, il 26 agosto 1942, durante un’accesa battaglia, egli rimase ferito da una raffica di mitraglia, rifiutando ogni soccorso, egli morì incitando i bersaglieri fino alla estrema resistenza. Egli meritò di essere insignito della Medaglia d’Oro al V.M. “alla memoria”.
Ultimo aggiornamento: 13 giugno 2026, 10:42