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Il progetto europeo FORTIC si avvia alla conclusione: 30 mesi di cooperazione transfrontaliera tra Italia e Croazia

Il Comune di Cervia ha partecipato alla conferenza finale a Pola sul futuro del patrimonio fortificato

Data :

23 settembre 2026

Il progetto europeo FORTIC si avvia alla conclusione: 30 mesi di cooperazione transfrontaliera tra Italia e Croazia
Municipium

Descrizione

Il Comune di Cervia ha partecipato all’evento conclusivo del progetto europeo FORTIC Interreg Italia-Croazia, che ha riunito esperti e professionisti internazionali sui temi della conservazione, del turismo sostenibile, dell’accessibilità e dell’innovazione digitale. 

Si è tenuta infatti a Pola il 15 settembre scorso la Conferenza finale del progetto europeo, che dopo 30 mesi di cooperazione transfrontaliera tra Italia e Croazia si avvia alla conclusione. 

Dal titolo “From remains of the war to the architecture of peace in cross-border area of Italy-Croatia”, la conferenza ha riunito rappresentanti delle istituzioni, università, enti culturali ed esperti provenienti da Italia, Croazia e altri Paesi europei per confrontarsi sul futuro del patrimonio fortificato e sulle opportunità legate alla sua conservazione e valorizzazione. 

Al centro della giornata tre sessioni di confronto dedicate ad altrettante sfide: conservare e rivitalizzare le fortificazioni dell’Adriatico, integrandone i valori culturali e paesaggistici; inserirle in strategie di sviluppo territoriale e turistico sostenibile, attraverso itinerari transfrontalieri, destagionalizzazione e nuove modalità di gestione dei visitatori; rafforzare infine la partecipazione delle comunità e la governance condivisa del patrimonio. 

Una sessione specifica è stata inoltre dedicata all’innovazione, all’interpretazione digitale e all’accessibilità universale. 

Di particolare rilievo il profilo dei partecipanti chiamati ad animare il confronto internazionale. Tra questi l’architetto Fiorenzo Meneghelli, vicepresidente nazionale dell’Istituto Italiano dei Castelli ed esperto nel recupero e nella valorizzazione dell’architettura militare, Olha Tikhonova, storica dell’architettura e conservatrice, Marie Skłodowska-Curie Research Fellow presso l’Università di Siviglia e membro del Board e del Comitato scientifico di FORTE CULTURA, Daniela Angelina Jelinčić, Senior Research Advisor presso l’Institute for Development and International Relations di Zagabria, studiosa di turismo culturale e gestione del patrimonio e Filippo Cailotto, presidente di FORTE CULTURA, rete europea e Rotta culturale dedicata al patrimonio fortificato, attiva in 17 Paesi. 

Particolarmente significativa per Cervia è stata inoltre la presenza dell’architetta Irina Belušić Maggi, membro del Comitato scientifico di ATRIUM, la Rotta culturale europea di cui fa parte anche il Comune di Cervia. 

Belušić Maggi è intervenuta nel panel dedicato alla governance partecipativa e al coinvolgimento delle comunità, insieme a rappresentanti della Città di Pola e della Fortress of Culture di Šibenik.

La conferenza è stata anche l’occasione per condividere i risultati e le buone pratiche sperimentate dai partner FORTIC. 

Inclusione dei gruppi vulnerabili, miglioramento dell’accessibilità fisica delle fortificazioni, realtà aumentata e virtuale e sviluppo del Metaverso transfrontaliero, presentato da Daniele Sferra dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, sono stati al centro dell’ultima sessione della mattinata. 

Il Comune di Cervia, partner del progetto, ha partecipato alla Conferenza portando l’esperienza sviluppata sul proprio territorio, dove FORTIC ha rappresentato l’occasione per costruire un nuovo racconto del patrimonio storico e difensivo locale, mettendo in relazione luoghi e testimonianze appartenenti a epoche diverse: dalla nascita di Cervia Nuova e dalla Torre San Michele alle fortificazioni della Seconda guerra mondiale ancora presenti lungo il litorale. 

Con la conclusione di FORTIC, prevista nel mese di settembre, termina il percorso progettuale ma resta una rete transfrontaliera di città, università, istituzioni culturali ed esperti e, soprattutto, un patrimonio restituito alle comunità attraverso nuovi strumenti di conoscenza, accessibilità e fruizione. 

Un passaggio che riassume lo stesso messaggio emerso dalla conferenza finale: trasformare luoghi nati per la difesa e la separazione in spazi capaci oggi di generare conoscenza, incontro e cultura di pace.

Ultimo aggiornamento: 23 settembre 2026, 09:34

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